Pulsano d’a Mare > Cosa Visitare Paese

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

  • Chiesa di Santa Maria La Nova, è la chiesa madre e l'unica chiesa parrocchiale cittadina, proclamata "santuario mariano" l'11 febbraio 1948, anniversario delle apparizioni mariane a Lourdes. Nell'interno si trova infatti una riproduzione della grotta di Lourdes, realizzata nel 1933 (terminata l'11 febbraio dello stesso anno) come voto del dottor Delli Ponti, che vi fu a lungo sepolto. Tuttora, l'11 febbraio, è festa cittadina. La chiesa ha un alto campanile, unico nella zona, inaugurato il 30 marzo 1980, realizzato, in sostituzione del vecchio modesto campanile, per opera del parroco, don Franco Limongelli, atto a segnalare il santuario a tutto il circondario. La struttura è stata recentemente ristrutturata. Nella chiesa vi sono anche un cappellone in onore a San Trifone (protettore del paese) e numerose statue, sistemate in nicchie sopraelevate. La chiesa di Santa Maria La Nova fu costruita a partire dal 1838 (e affrescata dal Carrino) utilizzando materiali della vecchia chiesa madre di Pulsano "Madonna del Carmine" e fu soggetta per 2 volte ad incendi: nel 1882 e nel 1957. Nei pressi della chiesa di trova una necropoli sotterranea precedente all'istituzione del cimitero comunale di Pulsano e ricadente nel terreno sottostante la vecchia chiesa madre, non più esistente.
  • Convento dei Padri Minori o Riformati - palazzo della cultura, risale al settecento e contiene dipinti, statue e una raccolta di pupi siciliani, che in passato davano vita, sempre in convento, ad un presepe. Nel convento, che ha forma quadrangolare e che ha l'entrata rivolta ad ovest, è presente un affresco dell'ultima cena sito nel refettorio, occupante un'intera parete e dipinto nel 1727 da Giuseppe Bianco. Il convento, che inizialmente era una fortezza, si sviluppa su due piani ed è dotato di un pozzo, che per anni ha servito la cittadinanza pulsanese. Il convento un tempo ospitava le suore Stimmatine, ora stanziate a Marina di Pulsano ma pronte a farvi ritorno ultimati i lavori di ristrutturazione. Dopo la recente fase di restauro, infatti, sarà presto riconsegnato alla cittadinanza e sembra che fungerà da contenitore per le associazioni culturali locali. In progetto, inoltre, un museo al suo interno che possa contenere i ritrovamenti degli insediamenti costieri pulsanesi (quelli attualmente conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e quelli che potrebbero essere riportati alla luce grazie a questo progetto) ed una sala multimediale con ricostruzioni storiche degli stessi abitati[12]. Inoltre, vi avranno luogo manifestazioni culturari, vi sarà trasferita la biblioteca comunale ed alcuni locali saranno adibiti a foresteria. Sarà ripristinata, inoltre, la funzione liturgica della chiesa e dell'adiacente sacrestia, sospese negli anni ottanta con l'avvio del restauro.
  • Chiesa di Santa Maria dei Martiri, annessa al convento, fu costruita nel 1518 e dedicata al martirio dei pulsanesi ad Otranto nel 1480 (inoltre a Pulsano si festeggia la Madonna dei Martiri che, assieme a San Trifone, è la protettrice del paese proprio dai tempi di quell'infausto evento). La chiesa, situata sul lato sud del convento, ospita un'icona della Madonna col Bambino; questa icona proviene dalla vecchia chiesa, distrutta intorno al 1100.
  • Chiesa della Confraternita del SS. Sacramento (o dell'Oratorio), nel centro storico. È dotata di un piccolo campanile e si trova accanto al luogo dov'era situata la vecchia chiesa madre "Madonna del Carmine"[13], ora non più presente, sotto la quale vi è ancora una vecchia necropoli.
  • Chiesa dell'Arciconfraternita del Carmine (o del Purgatorio), nel centro storico. È dotata di un piccolo campanile e qui sono conservate le statue che una volta l'anno, durante la settimana santa, danno vita ad una processione di misteri. È il più vecchio luogo sacro pulsanese e qui vennero benedetti i martiri d'Otranto, nel 1480, prima di partire[13]. Ospita l'arciconfraternita omonima che organizza ogni anno la suddetta processione e la festa della Madonna del Carmine, il 16 luglio. L'arciconfraternita fu fondata nel 1687, ma già dal 1684 vi sono tracce dell'esistenza della chiesa.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso, con annesso orto botanico, in periferia, meta di pellegrinaggio durante i venerdì di marzo da parte di fedeli che giungono a piedi dai paesi vicini. Questo avviene perché una leggenda vuole che un antico ex-soldato, che aveva in custodia la chiesa, trovò, al suo ritorno da un'escursione a Martina Franca, un crocifisso ligneo all'interno della chiesa. Tale crocifisso, di ignoto autore, risale al XV secolo ed è attualmente sito in chiesetta, costruita nel 1840 sull'antica cappella quattrocentesca di San Nicola e che, nel piazzale antistante, vi sono 7 croci rappresentanti la Via Crucis. Vicino alla chiesa del Crocifisso ha sede il cimitero, condiviso dai comuni di Pulsano e Leporano nato nel 1820 e intitolato all'ex parroco don Bruno Falloni.
  • Monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale.
  • statua di San Pio, in Piazza San Pio.
  • abitazione di Don Benedetto Calati.

Architetture civili

  • Palazzo Giannone, residenza privata ottocentesca, appartenuta all'omonimo 8 volte sindaco, che è sede della Pro Loco di Pulsano, del SER (Servizio Emergenza Radio) e che ospitò, per un lungo periodo, la Biblioteca Comunale di Pulsano, ora sita in Municipio.
  • Mulino Scoppetta, riconosciuto monumento nazionale con D.M. del 10 gennaio 2001, ha prodotto farina e pasta dal 1879, anno in cui Francesco Scoppetta lo costruì, al 1970. Al centro di un territorio dedito all'agricoltura, fece di Pulsano, assieme ad Altamura, la capitale pugliese della molitura del grano. Il mulino, che detiene numerosi riconoscimenti, è stato riconosciuto bene archeologico dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali poiché è l'unico e più noto esempio in Italia di mulino a cilindri che conserva ancora tutti i macchinari all'interno, e tutti in buone condizioni[24]. Nella globalità, tuttavia, l'edificio storico presenta un forte degrado, del quale si è da tempo interessato il CNR, pur nella generale abulia istituzionale locale[25]
  • Museo dell'Arte Contadina "Papale", appena fuori il rione Crocifisso, nei pressi dell'omonima cappella.
  • Teatro Andrea De Marco (o "Palatrappito"), recentemente ristrutturato.
  • antico acquedotto, appena fuori il rione La Lupara.
  • antiche masserie.
  • frantoio (trappitu) abbandonato in alcune grotte sotterranee in rione Scorcora. In passato, vi sono state storie di morte e sangue.
  • aviosuperficie di Monticchio, sede del Circolo di Aviazione Sportiva Monticchio e di un circuito ippico.

Architetture militari

 
  • Castello De Falconibus. Situato al centro ideale del paese si trovava nell'angolo nord-est delle antiche mura pulsanesi, con l'entrata rivolta ad ovest, sulla piazza. Si sviluppa su 3 piani e ha pianta quadrangolare e 5 torri di diverse basi e dimensioni. Il castello era inizialmente formato dalla sola Torre Quadrata (o Torre Massima) che attualmente si affaccia su Piazza Castello ed era adibito a tenuta di caccia. Nel 1100 d.C. la popolazione locale, probabilmente spinta dalle continue scorribande dei pirati, si spostò dalla costa verso l'interno e trovò rifugio nella torre, non visibile dalla costa. I De Falconibus acquistarono la torre semifatiscente e ampliarono lo stabile costruendo le altre 4 torri (tutte differenti). Nel 1274 il castello e il feudo erano possesso della famiglia Sambiasi, nel 1350 passarono a F. Dell'Antognietta che, successivamente, vendette il castello ad Ercole Petugy, che ricostrui la Torre Quadrata. Ci fu, successivamente, il ritorno dei De Falconibus che, dopo la distruzione del castello avvenuta nel 1388, iniziarono a ricostruirlo nel 1400, terminando i lavori nel 1435. Per questo motivo, tuttora il castello è chiamato "Castello De Falconibus". Da qui parte un sottopassaggio (ora murato) che lo collega al castello di Leporano e al mare. Il castello, passato nelle proprietà dei Muscettola dopo essere stato possesso di altre famiglie, era munito di un fossato e di un ponte levatoio. Ai primi dell'ottocento, per volere di Gioacchino Murat i tre cannoni che vi erano ospitati furono trasferiti a Taranto per essere impiegati nella difesa della città contro gli spagnoli. Nel 1819 il principe Giovanni Muscettola cedette in affitto l'area del fossato ad alcune famiglie che lo usarono come orto. Tale circostanza persiste ancora oggi, in quanto le mura a nord e a est, assieme tre delle cinque torri risultano totalmente inglobate nel tessuto delle proprietà adiacenti, nascoste dalle loro pareti. Anzi, sino agli anni novanta anche parte della cinta a Sud risultava nascosta, essendo utilizzata da appoggio per una piccola costruzione di inizio '900, sede fino agli anni sessanta del telefono pubblico, poi abbattuta. Il castello, acquisito al patrimonio comunale nel primo Novecento grazie a Giovanni Giannone, che lo acquistò dopo la morte dell'ultimo erede maschio dei Muscettola e lo donò al comune, conserva gli stemmi dei De Falconibus e dei Muscettola ed è oggi adibito a mostre d'arte, ospita il consiglio comunale (ha ospitato, per un paio d'anni, un presepe vivente e, per molti anni, la sede comunale ora sita in altro edificio, appositamente costruito, intitolato "L. Sturzo"). Conserva frammenti di decorazioni pittoriche ed alcuni piccoli rilievi lapidei.
  • Torre dell'Orologio e altri resti delle mura di Pulsano. La torre, costruita sulla vecchia guardiola della Porta Maggiore iniziò a funzionare nel 1748, fu distrutta dal terremoto del 1954 e, dopo l'iniziale ricostruzione che ne rimise in sesto orologio e sistema campanario, fu ristrutturata nel 2006. Faceva parte delle vecchie mura pulsanesi anche la torre sita tra le case di via Mulini Vecchi.

Altro

  • vicoli del centro storico.
  • cripta con graffiti di epoca bizantina, in località Monticchio.
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